Giovedì, 25 Febbraio 2016 08:38

Evolversi per non estinguersi - Seconda parte

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(2 parteAbbiamo visto, nell’articolo precedente, come il benessere e la crescita economica degli anni Cinquanta-Sessanta siano stati il volano fondamentale per far nascere nuove aziende di autoriparazione. Allora…

I nuovi meccanici nascevano, prevalentemente, all’interno del settore e venivano formati sulla base di quanto faceva il loro titolare. Tutto ciò, inoltre, era facilitato da una domanda di riparazione in continua crescita grazie alle prepotente motorizzazione del Belpaese in quegli anni: tra il 1951 e il 1961, il numero di vetture circolanti era aumentato del 476%. Tempi di vacche grasse, ma anche una situazione che, come si è visto, in Italia non poteva durare.

Essere imprenditori, infatti, non vuol dire improvvisazione; anzi, implica di possedere determinati requisiti, per distinguersi e posizionare la propria azienda sul mercato, come:

  • Competenze manageriali e di leadership
  • Capacità di lavorare in gruppo e motivare le persone al raggiungimento di obiettivi comuni e condivisi
  • Comunicazione tra collaboratori e clienti
  • Gestione dello stress e delle emozioni
  • Gestione delle risorse umane
  • Innovazione e sviluppo della creatività
  • Competenze organizzative
  • Tecniche di analisi e di gestione
  • Progettazione e organizzazione del lavoro
  • Conoscenza e implementazione delle nuove tecnologie
  • Progettazione e organizzazione di corsi di formazione
  • Competenze strategiche
  • Capacità di individuare vision e mission aziendali
  • Capacità di individuare gli obiettivi e i valori comuni
  • Analisi del mercato con l’individuazione dei nuovi trend
  • Analisi della concorrenza
  • Analisi del posizionamento competitivo dell’azienda
  • Identificazione dei punti di forza e debolezza aziendali
  • Analisi della clientela attraverso un CRM
  • Gestione strategica dell’azienda.

Imprenditore che consulta le statistiche di mercatoIl problema, cifre alla mano, è che il numero degli autoriparatori presenti in Italia è diventato superiore alla domanda di manutenzione e riparazione; inoltre, le aziende sono piccole e non strutturate. Come se non bastasse, la sfavorevole congiuntura economica partita nel 2008 ha fatto sì che l’automobilista sia meno fedele e rincorra il prezzo basso anche con l’utilizzo di Internet, canale sempre più ‘a portata di tutti’.

Oggi, c’è maggiore attenzione da parte di chi decide di acquistare un bene o un servizio. Saper riparare un’auto non basta più! Negli anni ’60 in Italia il marketing, non serviva, o comunque era considerato superfluo, complice il boom economico vissuto dalla nostra nazione nel secondo Dopoguerra. Negli Stati Uniti, sempre nello stesso periodo, si comincia a parlare di posizionamento di marca e di ‘brand’. Il posizionamento di marca è la disciplina alla base del marketing secondo la quale ogni azienda deve lavorare in una direzione molto chiara: essere presente nella mente del cliente come scelta preferita di quest’ultimo. Non è un caso che succedesse proprio negli Usa: l’America veniva da un lungo periodo di recessione, complice la crisi del 1929, e dopo 30 anni si stava lasciando il peggio alle spalle. Gli Stati Uniti ripartivano, c’era un proliferare di aziende che affollava il mercato con prodotti e/o servizi simili nella maggior parte dei settori. Era, dunque, necessario che le imprese si differenziassero con un posizionamento di marchio. Nasceva una cultura.

Il quadro economico pre-crisi del 2008 non tornerà più, almeno come lo intendiamo noi. Il mercato è in contrazione, il modo di fare business è cambiato, l’economia - è un fattore ciclico e la storia lo insegna - ritornerà a crescere, ma bisogna farsi trovare pronti alla ‘nuova ondata’. Il che significa essere preparati non soltanto a livello personale, ma anche professionale. Il mondo di oggi è cambiato in maniera radicale.

E chi non saprà cogliere le nuove sfide, restando ancorato ai vecchi modelli che davano più importanza al ‘saper fare’, senza cogliere le mille sfumature del mercato attuale e futuro, andrà incontro a nuove difficoltà, con il rischio di essere travolto. Oggi siamo di fronte alla trasformazione, necessaria, in ‘autoriparatore 2.0’. Un viaggio che, noi di questo blog, vorremmo fare insieme a voi.

Cambia marcia, pensa globale, agisci locale. 

Leggi la prima parte

 

Letto 24788 volte Ultima modifica il Giovedì, 10 Marzo 2016 11:38

Commenti  

-1 # enzo 2016-03-05 16:37
i meccanici non esistono più (siamo meccatronici) occhio!!!!!
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-1 # Vittorio Bacchetti 2016-03-07 14:01
Buongiorno Enzo, hai ragione da gennaio 2015 le categorie dell'autoriparazione sono tre e precisamente Meccatronico (che sostituisce il meccanico motorista e l'elettrauto), il carrozziere e il gommista. Nel mio articolo ho usato il termine "meccanico" per identificare gli artigiani che hanno iniziato l'attività molti anni fa, come ad esempio mio padre (1963), oggi però le aziende si devono evolvere e chi non l'ha ancora fatto dovrà farlo per non subire i contraccolpi del mercato. Per questo motivo, l'articolo è volutamente provocatorio, ed invita, tutti gli operatori del settore a prendere consapevolezza di quello che sta' avvenendo, evolvendo da "meccanico a AUTORIPARATORE 2.0
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